News 2016

Novara lì, 22 Ottobre 2016
Senti chi parla.
 
Striscia la giunta
I cittadini dicono la loro – dialoghi surreali, ma non troppo – interviste senza censura.
 
Noi di Civitas continuiamo a tenerci in contatto con i nostri Concittadini. I quali non si dicono molto contenti di come si sta comportando la nuova Amministrazione Pubblica. Che sembra molto impegnata a fare continua campagna elettorale, correndo a destra e a manca per guadagnare la foto quotidiana. Insomma, si arranca dietro un progetto invisibile o forse assente, rimestando dentro i soliti argomenti populistici, in modo qualche volta decisamente odioso e qualche altra volta mostrando – persino in Consiglio Comunale – poca conoscenza di chi deve/può fare e che cosa. Il risultato è che parlando con la gente, si rischia di essere mandati a quel paese. Il rapporto si normalizza quando spieghiamo che noi siamo normali cittadini indipendenti, con idee e proposte in chiaro nel nostro sito, sempre lontani da polemiche sterili, disponibili a metterci in discussione, ad ascoltare, a continuare a conoscere e imparare. Allora il parlarsi diventa simpatico. E tra noi Cittadini ci facciamo coraggio e ci scherziamo un po’ su.
 
Mercato rionale 1
 
• E allora come va la Giunta?
• Come si conviene a uno zoo.
• ?1?
• Si ricorda i manifesti con gli animali?
• Quelli del Pd.
• Quelli lì. Gli animali si sono incarnati e adesso li abbiamo in Giunta.
 
 
 
Mercato rionale 2
 
• Che ne pensa del sindaco?
• Ha detto che non dobbiamo pensare niente.
• Ah, sì. Ha chiesto di giudicare il suo operato tra un anno e mezzo, forse due.
• Già. La vera felicità sta nell’attesa.
 
 
 
Mercato rionale 3
 
• Le piace questa nuova Amministrazione Comunale?
• Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
• Saggezza e furbizia. Non male dunque.
• Prima, quando chiedevano il voto. Adesso solo senno.
• Non capisco.
• Il senno di poi, che era meglio votare diverso.
 
 
 
Mercato rionale 4
 
• Non male i nostri nuovi Assessori.
• Ma lei da che parte sta?
• Dalla parte dei Cittadini.
• Quindi. Come fa a piacerle questa Giunta?
• Beh...
• Si faccia curare.
 


Novara lì, 18 luglio 2016
Di nuovo in pista.
 
Pausa elettorale finita per Civitas che riprende i lavori di ricerca e studio sui grandi temi della politica, con quel bisogno di cultura sempre più manifesto e quel vuoto di ideali che stanno affossando il nostro Paese.
 
Grazie a chi ha sostenuto la nostra lista e i nostri candidati alle amministrative di giugno. Segno che le nostre proposte – sulle quali non faremo passi indietro – hanno avuto attenzione, consensi e un risultato (il 2,10%) molto importante e significativo. Non importa se non siamo riusciti ad avere un consigliere in Comune: andremo avanti sui nostri obiettivi per la Città e i Cittadini. Siamo stati profetici nel parlare e scrivere per primi di periferie e di partecipazione dei Cittadini al governo della Città. La nuova Amministrazione Pubblica sta proclamando che il rapporto costante con i Cittadini sarà il suo “marchio di fabbrica”. Noi sorveglieremo che non se ne dimentichi e che non lo riduca a termini formali.
 
Grazie a Gian Carlo Paracchini, per tutto il lavoro svolto come presidente di Civitas, l’impegno della sua candidatura a candidato sindaco, il grande entusiasmo trasmesso a noi tutti in ogni circostanza, lo stile di gentiluomo che lo caratterizza e che è scuola per chiunque abbia a che fare con lui.
 
Stefano Monda ne prende il posto alla presidenza di Civitas, su suggerimento di Gian Carlo. Si rinnova anche il consiglio direttivo che adesso è così composto: Domenico Ascone, Domenico Bresich, Silvia Cadario, Marinella Gallaverna, Carmen Gatta, Paola Rovida.
 


Novara lì, 12 giugno 2016
Elezioni amministrative - ballottaggio 19 Giugno.
 
Comunicato stampa del 12 giugno 2016
 


Novara lì, 30 giugno 2016
Elezioni amministrative 2016.
 
Carissimi,
 
grazie per i vostri voti.
Non siamo riusciti ad avere un consigliere comunale, ma staremo in guardia anche da fuori. Noi non ci fermeremo. Noi faremo sempre l’interesse dei Cittadini e quindi approveremo o criticheremo apertamente ciò che non rispetta tale interesse.
 
Vi invitiamo fin da ora a partecipare ai nostri incontri che saranno comunicati anche su questo sito. Vi invitiamo a iscrivervi alla scuola politica di Civitas che, a quanto pare, ha avuto tanta attenzione.
Ci fa piacere che i temi della famiglia, della sussidiarietà, della partecipazione dei Cittadini al governo della Città, della responsabilità dell’Amministrazione Pubblica siano diventati prioritari e promossi con parole molto simili – o addirittura uguali - a quelle usate da Popolo Civitas. Non proviamo fastidio, per questo. Anzi. Ci fa piacere che le nostre proposte siano accolte: baderemo a che siano messe in pratica da chiunque, adesso, se ne faccia vanto.
 
Con viva cordialità.
 
Gian Carlo Paracchini
 


Novara lì, 10 maggio 2016
Un voto per cambiare Novara.
 
“Servire, non servirsi”. E’ il principio-guida di Popolo Civitas, dichiarato nel manifesto fondativo il 26 agosto 2015 e che Popolo Civitas vuole imporre alla politica, per cambiare la solita politica.
 
Nello stesso manifesto abbiamo dichiarato la nostra estraneità ai partiti, con l’incipit “né di destra, né di sinistra”. Siamo stati e siamo fedeli a queste dichiarazioni. Non abbiamo accettato alleanze o proposte. Siamo soli e liberi. Cittadini con i Cittadini, per i Cittadini.
 
Senza scheletri negli armadi, senza condizionamenti. Liberi di dire la verità su fatti e misfatti delle Amministrazioni Pubbliche che hanno ridotto in brandelli la Città e noi Cittadini; e i cui soliti protagonisti non hanno il pudore di tirarsi indietro, avidi di poltrone, sedie e strapuntini, politicanti di professione, indifferenti al fatto che tanti Cittadini non siano più andati a votare.
 
Votare: un diritto a cui ha rinunciato il 40% e oltre dei Novaresi nelle ultime tornate elettorali.
 
Un diritto a cui adesso noi di Popolo Civitas vogliamo richiamare i nostri Concittadini, perché rinunciare significa lasciare noi stessi e la nostra Città in mano a quei citati soliti, che non cambieranno un bel niente, come al solito.
 
Di cose da fare ce ne sono un’infinità. Le abbiamo elencate nel nostro programma amministrativo, in ordine alfabetico, con parole essenziali a che tutto sia chiaro a tutti e non annegato in perifrasi propagandistiche. Le abbiamo pubblicate sul questo sito internet e stampate su carta.
 
Quindi non staremo a ripetere quello che tutti hanno potuto leggere e sapere. Ci basta ricordare che la famiglia è per noi il primo obiettivo, che vogliamo politiche “della” famiglia (non “per” la famiglia come è stato fatto sterilmente fin qui), che la famiglia non deve essere una voce di spesa del bilancio pubblico, ma una risorsa strategica.
 
Qui invece teniamo a ricordare e sottolineare i principali e irrinunciabili criteri di Popolo Civitas in ordine alla gestione della cosa pubblica e dei soldi pubblici, che sono le cose della nostra vita e i nostri soldi:
• efficacia ed efficienza della macchina comunale;
• riduzione drastica dei costi della politica;
• partecipazione diretta dei Cittadini al governo;
• assessori obbligati a fare il conto economico di ogni loro attività;
• rendicontazione costante in tempo reale ai Cittadini di che cosa fa l’Amministrazione Pubblica;
• priorità assoluta agli interventi e ai provvedimenti che hanno ricadute immediate sul benessere dei Cittadini, senza pregiudizi verso la parte proponente;
• adozione a tutto campo della sussidiarietà, per salvaguardare i posti di lavoro esistenti e crearne di nuovi;
• riduzione delle tasse, per rilanciare le attività imprenditoriali, commerciali e artigianali;
• casa, sicurezza e lavoro si generano così: amministrando con i principi e i criteri della buona gestione.
 
Per questo Popolo Civitas chiede di andare a votare e di votare Popolo Civitas. Grazie.
 

Il simbolo elettorale.


Novara lì, 28 maggio 2016
Per ascoltare i cittadini e illustrare il programma amministrativo.
 
La lista Popolo Civitas è lieta di invitarvi in Fiera Campionaria allo stand B106 per scambiare due chiacchiere. Sarà l'occasione per ascoltare le vostre aspettative e illustrarvi il nostro programma amministrativo. Abbiamo deciso di creare questo punto di informazione per incontrare i cittadini novaresi prima delle elezioni. Per far capire loro che esiste un'alternativa alla destra e alla sinistra. Una lista civica che con i cittadini e per i cittadini ha deciso di proporre un serio e concreto progetto amministrativo. Per fare di Novara una città più bella, più ricca, più accogliente. Saremo in fiera fino al 3 di Giugno quando inizierà il silenzio elettorale. Vi aspettiamo.
 

Lo stand alla Fiera Campionaria di Novara (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara).

Lo stand alla Fiera Campionaria di Novara (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara).


Novara lì, 25 maggio 2016
Prima la famiglia!
 
Questa è la priorità nel programma politico della lista civica POPOLO CIVITAS che si presenterà alle prossime amministrative di Novara, nata dalla convergenza del movimento politico Popolo della Famiglia con Lista Civitas e avente come candidato Sindaco Gian Carlo Paracchini.
 
Priorità rilanciata dal segretario nazionale del Popolo della Famiglia, avvocato Gianfranco Amato, nell'affollato incontro svoltosi a Novara mercoledì 25 maggio presso l’hotel Europa.
Evidenziando che all’art. 29 della Costituzione “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, e citando statisti quali Moro e La Pira, l’avvocato Amato ha condotto il numeroso e attendo pubblico alla riscoperta del valore fondamentale della famiglia per la vita della società civile e delle nazioni, ponendo attenzione agli attacchi che, soprattutto recentemente, continua a subire.
 
Citando San Giovanni Paolo II, il segretario nazionale del Popolo della Famiglia ha sottolineato che la famiglia è la “cellula primaria della società, struttura portante della civiltà e della vita di una nazione” e che, soprattutto “ogni buon amministratore pubblico, non può non tenere la famiglia quale “prisma” attraverso cui considerare tutti i problemi sociali”.
 
Nel suo intervento il candidato sindaco Paracchini ha ribadito l’importanza di cultura della famiglia e di politiche della famiglia e non “per” la famiglia, spesso assistita solo con sporadici interventi di emergenza anziché con una politica strutturale.
 
Prima la famiglia non è uno slogan, ma è il modo di intendere la politica di POPOLO CIVITAS. Novara può scegliere di accettare la sfida.
 

(Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara)

Gianfranco Amato sostiene Popolo Civitas


Novara lì, 15 maggio 2016
La famiglia adesso diventa campagna elettorale. Vergogna!
 
Ne stiamo vedendo di tutti colori. Ma sono proprio senza vergogna, questi politici da quindici anni e più seduti nelle stanze dei bottoni. In maggioranza o all’opposizione. A pavoneggiarsi, a spendere soldi pubblici senza uno straccio di visione prospettica, a creare debiti per i Cittadini, a preoccuparsi della propria immagine, a litigarsi per un posto al sole e un’intervista sui giornali, a costruirsi monumenti alla memoria e cattedrali nel deserto. Di questo abbiamo già detto.
 
Quello che non osavamo immaginare è che riscoprissero la famiglia. Adesso. Proprio adesso, non quindici anni fa, non dieci anni fa, non cinque anni fa, non ieri. Adesso che qualcosa bisogna inventarsi per dare una connotazione alla campagna elettorale.
 
Eccoli lì, con il biberon e i proclami. Senza farsi carico di nulla. Pubblicità, solo pubblicità. Scopiazzando a destra e a manca. Forti della loro capacità finanziaria e dei soldi pubblici che sono soldi nostri.
 
Che squallore.
 
Noi, Popolo Civitas, quei soldi non li abbiamo. Ma la testa sì. E della famiglia ne parliamo ben prima che iniziasse la campagna elettorale: basta andare a cercare in questo sito per verificarlo. Ne abbiamo parlato e ne parliamo con proposte concrete e saremo lì, dentro o fuori dell’Amministrazione Pubblica, a batterci perché la famiglia non sia trattata come un’emergenza con qualche carità a fare da tampone. Perché la famiglia ha bisogno di ben altro, ha bisogno di cultura della famiglia e di politiche della famiglia, non “per” la famiglia come si è fatto finora.
 
Quindi noi Popolo Civitas vogliamo:
• ridurre le tasse comunali;
• stabilire accordi per affitti sostenibili;
• ricercare e trovare soluzioni abitative confacenti al bisogno;
• riconoscere la funzione primaria della famiglia nell’avere, crescere ed educare i figli;
• agevolare la famiglia nel suo diritto al benessere;
• favorire l’impresa familiare;
• proporre e sostenere misure che favoriscano nuove nascite;
• favorire le neo mamme anche con contributi economici;
• incentivare l’asilo aziendale gratuito;
• incentivare gli asili a domicilio;
• adottare politiche fiscali e tariffarie di accesso ai servizi modulate sui carichi familiari e sulle capacità contributive della famiglia;
• qualificare le politiche per la conciliazione famiglia-lavoro come politiche della famiglia;
• stabilire criteri di corresponsabilità educativa nelle scuole;
• promuovere e sostenere forme di raccordo, integrazione e interazione tra la rete formale del servizio pubblico e la rete informale dell’associazionismo familiare e del volontariato.
 
Invitiamo quelli della solita politica e quelli dell’ultima ora, a braccetto della solita politica con i simboli di sempre o nuovi simboli, a copiarci. Però non ci fideremo. Perché hanno avuto tutto il tempo per pensarci. E quindi se anche dicessero quel che noi diciamo, ci sarebbe da pensare che poi non saprebbero come fare, ammesso che lo volessero anche dopo le elezioni.
 
Ci vediamo il 25 maggio alle 20.45 all’Hotel Europa con l’avv. Gianfranco Amato – Presidente nazionale Giuristi per la vita e Segretario nazionale del Popolo della Famiglia – che viene a Novara per Popolo Civitas e Paracchini candidato sindaco.
Grazie!
 


Novara lì, 13 maggio 2016
Siamo stati gentili. Ma adesso basta.
 
Noi Cittadini di Popolo Civitas siamo stati gentili e abbiamo sopportato le sguaiataggini dei politicanti, i loro strepiti e il loro nulla, il loro voler apparire a tutti i costi, anche quando il buon senso avrebbe dovuto consigliare loro di starsene cheti e zitti.
 
Abbiamo sopportato perché contrariamente a costoro avevamo altro da fare. Eravamo impegnati a parlare con i nostri Concittadini, a verificare necessità e cose da fare, a condividere idee e progetti, a redigere insieme il nostro programma amministrativo.
 
Adesso però ci siamo stufati. E basta con ‘sto fair play. E’ ora di dire le cose come stanno. Che hanno cercato di turlupinarci, che qualcuno ha creduto di poterci comprare, che altri hanno cercato di portarci via i candidati, che taluni se ne sono andati perché credono di avere più vantaggi nelle solite corazzate della politica, che altri ancora hanno fatto finta e lasciato intendere che siamo uguali a loro, e che c’è perfino chi ha provato a strumentalizzarci.
 
Vittimismo? Neanche per sogno. Arrabbiati e disgustati. Questo sì.
Anche se non è andata come qualcuno avrebbe voluto. Grazie a centinaia di Cittadini come noi, la lista Popolo Civitas ha il suo posto nella scheda elettorale e i Cittadini potranno votarla.
Cioè potranno votare la vera lista civica, senza partiti, senza politicanti di lungo corso, senza i finanziamenti pubblici.
 
Perché è così che stanno le cose. Popolo Civitas è la vera lista civica indipendente. Quella con tutti i candidati senza scheletri negli armadi accumulati in anni e anni di poltrone, sedie, sgabelli e strapuntini. Quella senza accordi, senza sostegni, senza stampelle. Quella che può dire fuor dai denti il chi, il che cosa, il come e il perché.
 
Allora avanti a tutta forza.
Cari Concittadini avete la possibilità di votare, adesso. Se in precedenti elezioni non avete votato, per delusione e nausea da politica e politicanti, adesso potete farlo per Popolo Civitas che la politica la fa per servizio e non per carrierismo.
Potete dare forza e presenza a voi stessi, a noi Cittadini. Il vostro voto questa volta peserà come un meteorite e spariglierà i soliti noti.
 
Di Popolo Civitas potete fidarvi. Grazie.
 


Novara lì, 10 maggio 2016
Grazie a tutti voi...
 
...che con le vostre firme avete reso possibile la presentazione della lista Popolo Civitas alle Elezioni Amministrative di Novara del 5 giugno 2016.
 
Siete stati tanti, poco meno del massimo consentito, 700 firme, ad accogliere i nostri inviti e ad accorrere ai nostri appuntamenti.
 
E sono tanti, tantissimi, quelli che ci chiamano, ci scrivono, ci sollecitano a continuare con la stessa determinazione che ci ha guidati fin dall’inizio. Da quel 26 giugno 2015, quando fu pubblicato il manifesto né di destra né di sinistra seguito il 5 agosto 2015 dalla candidatura di Gian Carlo Paracchini con i 12 principi di gestione del comunicato Servire. Non servirsi.
 
Poi questo sito, con tutte le nostre idee, sempre in perfetta e totale trasparenza.
Poi l’alleanza con Il Popolo della Famiglia.
Adesso avanti, insieme, a fare il bene comune, con umiltà e realismo, senza tornaconto personale.
 


Novara lì, 9 maggio 2016
Vincere la mafia. Si può?
 
Il Popolo Civitas insieme con il suo candidato sindaco parteciperanno all'evento organizzato da ECO e altre associazioni novaresi contro la Mafia.
Vincere la mafia. Si può?
Conferenza condotta dal Prof. Massimo Savastano.
Massimo Savastano, dottore in Scienze dei Servizi Giuridici, è Presidente onorario aggiunto dell’Associazione “Noi Oltre Eboli”. E’ autore dei libri Il sangue non sporca i giusti. Mafia e legalità: un mosaico - La mafia ha paura di te. Viaggio dal Nord al Sud - Mafia punto e a capo. Ripartire dalla coscienza (Interlinea) e ha curato la pubblicazione della lettera pastorale Per amore del mio popolo non tacerò (Edizioni Paoline) del Presidente onorario dell’Associazione, il vescovo Antonio Riboldi.
 
Presentazione e introduzione
Silvia Cadario
Vice Presidente di Essere Cattolici Oggi e Socio Fondatore di Civitas
 
Venerdì 13 maggio 2016, ore 17.45
Aula Magna dell’Istituto Comprensivo Statale “Achille Boroli”
Novara – via Magalotti, 13 – parcheggio interno
 
Siete tutti invitati a partecipare a questo importante evento.
 


Novara lì, 3 maggio 2016
Salviamo la famiglia.
 
L’emergenza famiglia e le cause che la producono deve essere la prima emergenza. Altrimenti ci ritroveremo con una Società di persone confuse e disorientate, facili da manipolare e strumentalizzare. Già oggi il Servizio Sanitario Nazionale diagnostica e certifica tra bambini e adolescenti la frequenza crescente di dislessie, ipercinèsi, disturbi alimentari, dell’apprendimento e della personalità. Non si può negare che questo stato di cose possa essere correlato con il progressivo disfacimento della famiglia.
 
Il prof. Zamagni alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani ha ribaltato la concezione di famiglia come una delle voci di spesa del bilancio pubblico definendola invece come risorsa strategica per lo sviluppo umano integrale e ha sottolineato: “La famiglia mai può dimenticare che la sua missione è anche quella di rendere lo Stato più civitas e meno polis. E poiché è la civitas che genera la civilitatis, oggi più che mai c’è un disperato bisogno della famiglia”.
 
Che cosa fare.
 
Primo: sfatare paure e pregiudizi ingiustificati.
Incominciamo dalla domanda: i figli sono una ricchezza o sono un problema? La risposta è nei dati ISTAT. Se non nascono bambini diminuisce la popolazione nuova, diminuiscono gli italiani, aumentano in proporzione i pensionati. Quindi diminuisce la ricchezza. Una parte dell’Europa si sta suicidando. Vanno meglio quei Paesi dove le politiche familiari hanno permesso di avere livelli di fecondità meno bassi. E’ il caso della Francia e di alcuni Paesi dell’Europa settentrionale.
I figli sono un problema quando non ci sono politiche adeguate.
 
Secondo: politiche familiari che garantiscano politiche di sviluppo e redistributive.
Salvare la famiglia vuol dire restituirle ciò che la cattiva politica le ha tolto gradatamente e senza contropartita; affermare la priorità della famiglia rispetto alla Società e allo Stato e quindi affermare che la famiglia non è per la Società e per lo Stato. Al contrario la Società e lo Stato devono essere per la famiglia.
Quindi non politiche PER la famiglia, come si è fatto e si sta facendo.
Servono politiche della famiglia.
 
Noi Popolo Civitas proponiamo e ci batteremo per superare il modello economicistico con cui sono stati e sono affrontati i problemi della famiglia.
Quindi:
- stop ai semplici interventi erogatori che stanno dentro una riduttiva logica di mercato e compromettono il coinvolgimento delle famiglie in ambito di responsabilità;
- sì al principio di sussidiarietà a sostegno di autonomie sociali per la produzione di beni primari e secondari;
- sì alla sussidiarietà verso le famiglie in quanto tali e verso le famiglie in quanto tra loro associate.
 
La sfida è grande e i bisogni da soddisfare sono urgenti. Alcuni interventi devono essere fatti subito, proprio qui a Novara.
 
Noi agiremo in priorità per:
ridurre le tasse comunali;
stabilire accordi per affitti sostenibili;
ricercare soluzioni alloggiative idonee al bisogno;
riconoscere la funzione primaria della famiglia nell’avere, crescere, educare i figli;
agevolare la famiglia nel diritto al benessere;
favorire l’impresa familiare;
proporre e sostenere misure che favoriscano nuove nascite;
favorire le neo mamme anche con contributi economici;
incentivare l’asilo aziendale gratuito;
incentivare gli asili a domicilio;
adottare politiche fiscali e tariffarie di accesso ai servizi modulate sui carichi familiari e sulla capacità contributiva della famiglia;
qualificare le politiche per la conciliazione famiglia-lavoro come politiche della famiglia;
stabilire criteri di corresponsabilità educativa nelle scuole;
promuovere e sostenere forme di raccordo, integrazione e collaborazione tra la rete formale del servizio pubblico e la rete informale dell’associazionismo familiare e del volontariato.
 
A Novara noi di Popolo Civitas possiamo e vogliamo un nuovo welfare della famiglia, plurale e coordinato, sussidiario e solidale.
Faremo per la famiglia e con la famiglia la nostra parte di Cittadini. Dentro o fuori dell’Amministrazione Pubblica.
 

(Foto: Alessandra Mondelli)

(Foto: Alessandra Mondelli)

Scarica il discorso completo di Gian Carlo Paracchini.
 


Novara lì, 27 aprile 2016
L'importanza di una firma.
 
E’ giunto il momento più importante di tutto il nostro percorso. La lista Popolo Civitas – Paracchini Sindaco ha bisogno di un grosso aiuto per raccogliere le firme necessarie autenticate da un pubblico ufficiale previsto da regolamento delle elezioni.
Per questo vi chiediamo la cortesia di firmare e portare più persone possibili a firmare per la lista. Potete scegliere uno dei seguenti modi:
 
• In Comune, Via F.lli Rosselli, chiedendo espressamente all’ufficio elettorale di voler firmare per la lista Popolo Civitas.
 
Orario di apertura al pubblico:
Lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 8 alle ore 13
Martedì dalle ore 8 alle ore 12
Mercoledì dalle ore 8 alle ore 17.15
Sabato dalle 8,30 alle 11,00
 
• Più facilmente al nostro evento “Salviamo La Famiglia” del 3 Maggio ore 18, presso l’Albergo Italia dove sarà presente il notaio.
• Oppure presso lo studio Paracchini dalle 18.30 alle 20 nei giorni di Venerdì 29 aprile e Lunedì 2 maggio sempre in presenza del notaio.
Ogni firma è importante, l’accettazione della lista dipende da questo fondamentale passaggio.
 
Vi ricordiamo che NON si può firmare per più liste, possono firmare solo i residenti del Comune di Novara e che al momento della firma è richiesto un documento di riconoscimento.
Il vostro aiuto per Noi vuol dire tanto è per questo vi ringrazio fin d’ora per tutto il vostro supporto.
 


Novara li, 16 aprile 2016
Per la famiglia, con la famiglia.
 
Il Popolo della Famiglia e Civitas Novara hanno sancito la loro fusione. Così Il Popolo della Famiglia e Civitas hanno sancito la loro fusione.
 
Il Movimento Nazionale Il popolo della famiglia, constatato che Civitas propone e persegue, nei principi, negli approcci operativi e nell’agire fattivo, un cambio di passo radicale a che la politica sia attività di servizio per i Cittadini e con i Cittadini, senza interessi di carriera e di potere, ha deciso di unirsi e di lavorare con Civitas per contribuire alla proposta di una vera, innovativa, indipendente e libera scelta alle prossime Elezioni Amministrative per il Comune di Novara.
 
Si richiama in particolare la condivisione delle modalità necessarie e irrinunciabili nella guida amministrativa della Città: managerialità, professionalità, responsabilità, rendicontazione periodica pubblica di decisioni/azioni/costi/benefici, meritocrazia, formale e sostanziale partecipazione dei Cittadini al governo della Città.
 
Per Il popolo della famiglia e Civitas, l’Amministrazione Pubblica a Novara deve avere forte volontà di: dare priorità alla famiglia; applicare totalmente e proficuamente le regole della sussidiarietà per sostenere artigianato e commercio, difendere il lavoro esistente e crearne altro; recuperare gli immobili in disuso con l’intervento di manodopera locale per destinarli a spazi abitativi e sociali; stoppare la cementificazione; ripristinare il decoro della città anche con la cooperazione di carcerati e immigrati; rivedere completamente il piano del traffico, dei parcheggi e del trasporto pubblico; salvaguardare e aumentare il verde pubblico; delegare quanto più possibile all’impresa privata, per alleggerire al massimo i costi e tagliare le tasse; valorizzare i talenti locali nel campo di musica, pittura, scultura, design, teatro, poesia e tutte le altre arti; valorizzare le periferie portandovi iniziative ludiche, sportive e culturali.
 
Sono 26 i punti qualificanti dell’accordo tra Il popolo della famiglia e Civitas che, con questi principi e obiettivi condivisi, insieme pongono in essere un progetto politico-culturale di grande impegno e attualità, aperto a chiunque voglia contribuire a un vero e proprio rinascimento sociale.
 
Se ne riassumono qui di seguito gli incipit:
A come ambiente: ecologia integrale, tutela della biodiversità.
B come bene comune: traguardo da raggiungere tutti insieme e per ciascuno.
C come carità: la carità deve essere il primo servizio della politica.
D come destinazione universale dei beni: assicurare la funzione sociale di qualsiasi forma di possesso.
E come educazione: riconoscere la funzione primaria della famiglia e quindi i suoi diritti, specialmente quello dell’assistenza nel generare e crescere i figli.
F come famiglia: agevolare la famiglia con ogni misura economica e ogni altro provvedimento che ne garantisca il benessere.
G come giustizia: pretendere che tutti abbiano i necessari diritti secondo necessità e che tutti facciano il loro dovere.
H come handicap: aiutare le persone svantaggiate ad avere parità nella comunità.
I come impresa: favorire l’alleanza capitale-lavoro, le piccole e medie imprese, l’impresa familiare.
J come jackpot: combattere il gioco d’azzardo in quanto forma di schiavitù personale e impoverimento della società.
K come Kyoto: conciliare sviluppo economico e protezione ambientale.
L come libertà: opporsi a tutto ciò che può ostacolare la crescita personale, familiare, sociale.
M come manutenzione delle opere pubbliche: più tangenziali, meno tangenti.
N come natalità: proporre e sostenere misure forti sia quantitative sia qualitative (esempio alloggi a costi calmierati, stipendio alle neo-mamme).
O come organizzazione sanitaria: rimuovere ogni ostacolo che impedisca la solidarietà totale verso deboli, ammalati, anziani.
P come persona: la persona e il suo sviluppo integrale, fisico, psichico e morale deve essere al centro di qualunque azione politica.
Q come quoziente familiare: stabilire criteri di progressività del sistema tributario in ragione della effettiva capacità contributiva della famiglia.
R come equa retribuzione del lavoro: combattere e condannare ogni sfruttamento.
S come sussidiarietà: applicare in modo sistematico il principio della sussidiarietà per creare nuovi posti di lavoro, proteggere quelli esistenti, ridurre la spesa pubblica, ridurre le tasse.
T come tasse: assicurare equità, razionalità, rigore e difesa da qualunque abuso.
U come urbanistica: riqualificare edifici e zone degradate, stoppare la cementificazione, assicurare a tutti la necessaria qualità della vita.
V come verità: rispettare sempre la verità nell’informazione, nell’economia e nella politica.
W come welfare: generare il welfare partecipativo, determinato dalla pratica sistematica di solidarietà e sussidiarietà.
X come xenofilia equa ed equilibrata: operare per accrescere le possibilità di lavoro nei Paesi d’origine, affermare le nostre tradizioni e le nostre leggi senza ledere la dignità di nessuno.
Y come cromosoma: promuovere una equilibrata educazione sessuale nelle istituzioni educative senza ridurla alla genitalità o all’anatomia.
Z come tolleranza zero: perseguire in tutte le sedi possibili e con le Forze dell’Ordine chiunque attenti alla sicurezza fisica e psichica delle persone.
 

(Foto: Archivio fotografico Civitas Novara)


Novara li, 8 aprile 2016
 
OGGETTO: Elezioni Amministrative – Novara 2016
I coordinamenti provinciale di Novara e regionale piemontese dei Popolari per l'Italia - in prossimità delle elezioni amministrative della Città di Novara, sosterranno il progetto della lista civica "Civitas Novara" e il suo candidato Sindaco Gian Carlo Paracchini, in quanto riconoscono nel percorso – avviato da lungo di tempo - di dialogo e coinvolgimento in primis dei cittadini, lo strumento fondamentale per far crescere la Città.
I valori dei Popolari per l'Italia, che in Europa partecipano al progetto politico del PPE, sono appunto il dialogo, la trasparenza, l'impegno e coinvolgimento della società civile in tutti i processi amministrativi, con l'intento e impegno precisi a voler ri-partire dalla base popolare e dalle sue reali esigenze, riportando la politica al ruolo di strumento per la costruzione e gestione partecipata della "res pubblica".
"Civitas Novara" guarda in questa direzione: consapevoli dell'importanza che nel pensiero popolare ha la municipalità, come punto di contatto tra la popolazione e il governo del territorio (sin dai tempi di Don Sturzo, fondatore dell'Anci), come Popolari per l'Italia sosteniamo questo Progetto.
 
Alberto Perini, Coordinatore regionale
Michela Bianco Prevot, Coordinatrice provinciale Novara
 
(Contatti per la Provincia di Novara: cell 338 6719725 – email: mbiancoprevot@gmail.com – www.michelabiancoprevot.it)
 
Scarica o visualizza il documento in formato pdf.
 


Novara, 5 Aprile 2016
Rieccoli con la città della salute.
 
E subito i costi non previsti per la bonifica dei terreni dell’ex Piazza d’Armi dove per decenni l’Esercito ha fatto manovre con carri armati e blindati e camionette e proiettili inoffensivi ed esplosivi da esercitazione. Tutto materiale inquinante. Ma fa niente, ci penseremo poi. Adesso mandiamo un paio di ruspe da primo di aprile perché ci sono le elezioni.
 
Eccoci. Le elezioni. Ogni volta è la volta della Città della Salute. E ogni volta è la volta buona. Dissero e dicono quelli dell’ Amministrazione Pubblica di ieri e di oggi. Originalità zero. Sfacciataggine 10 e lode.
 
Soprattutto la presunzione che noi Cittadini si sia tutti dementi.
Ma non è così.
Era l’anno 2000 quando fu fatto un progetto preliminare. E null’altro, nonostante fiumi di parole, dichiarazioni da nord a sud, certezze sbandierate. E’ l’anno 2016 e ricominciamo a parlare di progetto preliminare. Costo 700.000.000 di euro. Di cui: 6.000.000 dalla Regione, 127.000.000 dallo Stato, 105.000.000 dalla vendita di proprietà dell’Ospedale Maggiore, 82.000.000 da privati. Somma: 320.000.000. Primo: il ricavo dalla vendita di proprietà dell’Ospedale Maggiore non è cosa certa; bisogna trovare chi compera. Secondo: se la matematica non è un’opinione di milioni ne mancano 480. Ergo occorre trovare qualcuno che ce li mette. Il qualcuno dovrà essere chi risponde al bando europeo che ancora – ci risulta – non è stato emesso. In altre parole siamo fermi qui.
 
Parliamo di tempi. Facciamo finta che domani sia emesso il bando e che dopodomani qualcuno risponda. Il qualcuno dovrà presentare un vero completo progetto che dovrà essere approvato. Quanto tempo richiede un progetto così complesso? Qualche anno? C’è chi dice tre, c’è chi dice quattro. Prendiamo tre. Realizzazione: quattro anni tendenti a sei. Prendiamo quattro. Totale: ci vogliono dai sette ai 10 anni, se tutto va bene e incominciando da oggi stesso, per avere la Città della Salute. Diciamoci la verità: siamo nell’area delle pie illusioni.
 
E intanto? L’Ospedale Maggiore della Carità è al collasso. Lo sanno quelli dell’Amministrazione Comunale di prima e di adesso? Ci sono medici di altissimo livello che se ne vanno altrove. Lo sanno tutti lor signori della politica sempre pronti a tanto promettere e poco mantenere? Ci sono medici di altissimo livello che a Novara non vogliono venire. Lo sanno lor signori della politica che in campagna elettorale le fanno tutte facili, Città della Salute compresa?
 
Non vogliamo proprio parlare di che cosa ne sarà fatto dell’Ospedale quando avremo la Città della Salute. Perché la salute dei Cittadini è oggi. E noi vogliamo oggi che le strutture ospedaliere siano adeguate, funzionino, mantengano le eccellenze che ci sono, attirino altre eccellenze. E vogliamo che i nostri giovani universitari della scuola di medicina non decidano di andare altrove.
 

Porticato dell'Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità (Foto: M.Mormile)


Novara, 1° Aprile 2016
Se tutto va bene siamo rovinati.
 
E io pago! Noi Cittadini di Novara paghiamo da 15 anni le cattedrali nel deserto erette alla gloria del politico di turno bisognoso di fare carriera.
 
Prima fu lo Sporting, che chiamatelo come volete, porta anche male. I Cittadini ignari guardarono il mastodonte erigersi nella campagna, manco fossimo una città di un milione di abitanti. Pagammo allora, per fare un sito inadeguato al dove, al come e al perché; pagammo durante la sua esistenza di redditi mancati perché non ci fu una folla osannante di utenze mondiali; pagammo interventi su interventi per mantenere la struttura che si sbriciolava nella sua placida inattività; continuiamo a pagare perché il gestore uscente ha chiesto e ottenuto euro 16.000.000 dall’Amministrazione Pubblica, cioè da noi Cittadini. Ma non è finita, perché il mastodonte continua a costare.
Intanto il complesso sportivo dell’Agogna è andato a rotoli e adesso i ripristini sono ben più onerosi.
Intanto i Cittadini si arrangiano mandando i figli in campetti parrocchiali poco o male attrezzati. E che Dio li benedica! Nelle periferie c’è poco o nulla. Non ci vuole una grande immaginazione per pensare quanti veri siti sportivi per tutti si sarebbero potuti fare con i soldi buttati nel mastodonte e a quanti sport, popolari e minori, si sarebbero potuti dedicare spazi e palestre.
Debito per noi Cittadini.
 
Poi fu il Castello costato a tutt’oggi euro 18.115.000 di cui euro 10.615.000 a carico dell’Amministrazione Pubblica, cioè di noi Cittadini. E anche qui non è finita perché dobbiamo ancora metterci almeno euro 700.000 di interventi e ci sono le manutenzioni di quel che c’è. Intanto le mura e la cinta del fossato sono in stato pietoso. Intanto su come usare il rudere ripristinato ne sono state dette di ogni genere e nessuno sa come andrà veramente a finire. Però ci hanno inventato una torre di mattoni nuovi di zecca da cui si vedono i tettucci delle automobili di piazza Martiri e nulla più.
Però lo hanno inaugurato con squilli di tromba e hanno fatto vedere a qualche decina di Cittadini quel che non è finito e quel che non si sa che cosa diventerà.
Un qualcuno che avesse un po’ di buon senso comune avrebbe potuto pensare a: togliere i pollai e le casupole di quando c’erano le carceri; mettere in sicurezza i muri antichi; mettere in sicurezza le murate esterne; lasciare i ruderi a cielo aperto con spazi liberi, coltivazioni in vaso, panchine e tavoli in pietra; pulire il fossato e affidarlo all’Istituto di Agraria e/o a vivaisti per fare un giardino/frutteto di piante autoctone con passeggiate.
Debito per noi Cittadini.
 
L’altra invenzione fu quella del parcheggio di piazza Bellini, mai fatto e per fortuna, che costa a noi Cittadini euro 1.600.000 di penale.
Altro debito per noi Cittadini.
 
Morale, noi Cittadini abbiamo in carico euro 16.000.000 + euro 10.615.000 + euro 1.600.000 senza nessuna possibilità concreta di ritorno d’investimento.
 
E vogliamo parlare di arredi artistici disseminati a destra e a manca che non ci azzeccano nulla con Novara? No, non vogliamo parlarne perché il fegato ce lo siamo già abbastanza avvelenato.
 
Peccato che non ci sia stato nessun politico di turno bisognoso di fare carriera che avendo anche un po’ di cultura si fosse preso in carico Casa Bossi. Già, un po’ di cultura e un po’ meno di presenzialismo. Così Casa Bossi, un’opera unica e irripetibile, è lì che aspetta. E se non va in rovina è grazie a Cittadini di buona volontà.
 
Quindi. Occhio alla prossima Amministrazione Pubblica. Perché bisogna stare attenti che a governare questa Città non ci siano quelli che avendo tutti (maggioranza e opposizione) fior di cadaveri negli armadi possono andare avanti imperterriti a farsi i fatti loro. Tanto paghiamo noi.
 

Il castello (Foto: M.Mormile)


Novara, 29 Marzo 2016
Mamma e lavoratrice: occorre rimuovere ogni ostacolo e ogni pregiudizio.
 
Civitas è dalla parte delle mamme. Ma c’è ancora tanto da fare.
 
I diritti delle mamme che lavorano sono garantiti dal Testo Unico delle Disposizioni Legislative in materia di sostegno e tutela della maternità (D.Lgs. 151/2001); l’obiettivo di tali norme è quello di evitare che le lavoratrici, una volta diventate madri, abbandonino il posto di lavoro perdendo, così, una certa autonomia e soddisfazione.
 
Innanzitutto, è utile sapere che si ha la possibilità con maternità obbligatoria e facoltativa di affiancare il neonato nei primi mesi di vita; successivamente, con le ore di allattamento, si può dedicare tempo al bambino reinserendosi nel contesto lavorativo.
 
E’ un diritto chiedere una diminuzione delle ore lavorative: trasformando così un contratto da full time a part-time, potendo passare più tempo con la propria creatura, ma mantenendo indipendenza economica e personale nel mondo del lavoro, che al giorno d’oggi, è utile e prezioso.
 
Non sempre, però, il percorso è così semplice e roseo. Ci sono datori di lavoro che, al momento dell’assunzione, chiedono alle donne se in futuro avranno dei figli o se ne hanno già. Gli stessi non accettano di buon gusto la gravidanza e la maternità, anzi, la vivono come un problema pensando a come sostituire la gravida e ai costi di una sostituta.
 
La strada da affrontare per una futura mamma lavoratrice non è certo facile, ma questi pensieri non devono intimorire o preoccupare. È giusto lottare per i diritti delle madri e che loro possano accedere al lavoro e mantenere la loro emancipazione lavorando.
 
Noi Cittadini di Civitas ci siamo e non ammettiamo stupide discriminazioni. La maternità è un valore grande che non deve essere sotto ricatto.
 
Noi Cittadini di Civitas siamo convinti che occorre favorire la maternità e assicurare gli aiuti necessari: contratti di lavoro, asili, assistenza medica e psicologica.
 


Novara, 23 Marzo 2016
Comunicato stampa: Governance secondo Civitas.
 
Elezioni amministrative 2016 - Novara
 
Come amministreremmo se i Cittadini di Novara ci mandassero in Comune? In ogni caso secondo i 12 principi enunciati con la candidatura a Sindaco di Novara di Gian Carlo Paracchini, che sono pubblicati nel nostro sito nelle linee guida. E con la partecipazione dei Cittadini al governo della Città, dettagliata anch’essa nelle linee guida.
 
Facendo la sintesi di tutto quello che abbiamo già condiviso con i Cittadini e pubblicato nel nostro sito, noi Cittadini di Civitas, come tutti i Cittadini, vogliamo:
 
Processo partecipato. Per Civitas è fondamentale il coinvolgimento dei Cittadini nelle scelte che riguardano il futuro di Novara: sviluppo del territorio, urbanistica, grandi opere pubbliche, viabilità. Tali scelte devono essere fatte solo dopo aver condiviso tematiche e possibili soluzioni con i Cittadini, con le Associazioni e con gli operatori che quotidianamente si trovano a lavorare sul nostro territorio.
 
Particolarmente nei confronti delle Associazioni il principio da adottare è quello della sussidiarietà, al fine di ottimizzare le risorse e coinvolgere nei processi decisionali e realizzativi il volontariato.
 
Trasparenza e sobrietà. Che vogliono dire: comunicazione continua e diretta con il Cittadino, trasparenza nei processi amministrativi e decisionali. Noi Cittadini di Civitas pensiamo che l’azione delle istituzioni comunali debba avere come fine quello di assicurare la sostenibilità economica e ambientale del Comune e di rispondere ai bisogni dei Cittadini e al benessere della comunità, all’insegna della sobrietà nell’utilizzo delle risorse pubbliche per il rispetto che si deve ai soldi dei Cittadini e per la dignità dell’Amministrazione Pubblica.
 
Per la trasparenza occorrono volontà politica, strumenti diretti e indiretti, implementazione del sito Internet del Comune, con la pubblicazione di tutti gli atti rilevanti, e creazione di una sezione per le segnalazioni on line di suggerimenti, problemi e disservizi. Il Cittadino deve facilmente trovare qualunque informazione, anche senza essere un esperto di informatica.
 
Ottimizzazione dell'amministrazione. Il Comune deve aprirsi quanto più possibile alla gente ed essere in grado di dare risposte in tempi brevi e certi alle richieste dei Cittadini. I dipendenti municipali sono una risorsa a servizio della cittadinanza: è importante che essi siano motivati e coinvolti. Deve essere periodicamente monitorato il livello di efficacia ed efficienza della struttura organizzativa comunale e messi in opera tutti i possibili interventi migliorativi, anche attraverso la formazione, l'aggiornamento e la valorizzazione delle competenze dei dipendenti.
 
Creazione di reti. Occorre ricercare la collaborazione con i Comuni limitrofi e con gli altri Enti coinvolti nel governo e nella gestione del territorio, al fine di cooperare al suo sviluppo sostenibile. Creazione e sviluppo di reti sono strategiche soprattutto nel settore di servizi sociali, urbanistica, viabilità e infrastrutture, tutela di ambiente, cultura e turismo, e per il sostegno alle attività produttive.
 
Serve inoltre grande, specifico intervento per la creazione e il rafforzamento di reti di cittadinanza attiva, nell’ottica dell’auto-organizzazione dei Cittadini.
 
Sicurezza e legalità. Vogliamo cooperazione e coordinamento tra le istituzioni e le Forze dell'Ordine preposte al controllo del territorio e alla sicurezza (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Ferroviaria). Il Comune e la Polizia Municipale non devono sostituirsi alle Forze dell’Ordine, ma collaborare alle complessive azioni di prevenzione. Vogliamo promozione della cultura della legalità iniziando dalle scuole e con momenti pubblici mirati.
 
Per i Cittadini, con i Cittadini.
Ufficio Stampa Civitas
Cell 327 5819405


Novara, 24 Marzo 2016
S. Pasqua.
 


Parcometro (Foto: M.Mormile) Novara, 23 Marzo 2016
Gli "affari" del comune.
 
Dissero:
• che con il Musa si sarebbero ridotte le emissioni inquinanti;
• che con il Musa sarebbe stato più facile parcheggiare;
• e tante altre cose da riempire trionfalmente qualche paginone dei giornali locali.
 
Domande:
• questa Amministrazione Pubblica ci fa o ci è?
• in questa Amministrazione Pubblica qualcuno fa conti e resoconti? Vien da pensare che ciò non succeda, altrimenti dopo i trionfalismi di cui sopra non andrebbero dichiarando che va tutto bene, obiettivi raggiunti, come siamo stati bravi.
 
Allora vediamo, a occhio, a naso e con i dati forniti dal signor assessore competente.
A occhio: città intasata, ricerca del parcheggio difficile e snervante come prima, più di prima e per di più a caro prezzo.
A naso: la città puzza più di prima. Per rendersene conto non ci vuole un can da caccia.
Con i dati economici forniti dall’assessore competente (tralasciando il 2014 perché c’erano parcometri non funzionanti per atti vandalici):
 
Senza il Musa
• anno 2013 spesa dei Cittadini per parcheggi euro 3.176.874
• anno 2013 introiti per il Comune euro 2.520.484
 
Con il Musa
• anno 2015 spesa dei Cittadini per parcheggi euro 4.629.059
• anno 2015 introiti per il Comune euro 2.618.833
 
Quindi:
se i Cittadini con il Musa hanno pagato in più euro 1.452.185 e il Comune ha incassato solo euro 98.349, dove sarebbero finiti gli altri euro 1.353.836? Sono finiti nelle tasche della Nord Ovest Parcheggi s.r.l..
 
Ora. Noi di Civitas siamo del parere che si debba dare in gestione al privato tutto quel che si può: per questioni di efficacia ed efficienza, anzitutto; e per togliere il più possibile dalle spalle dei Cittadini i costi della gestione pubblica.
 
Ma se la gestione del privato aumenta i costi in capo ai Cittadini siamo da capo. Anzi peggio. Nella fattispecie non vorremmo pensar male tuttavia, come disse, a parere di qualcuno, Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina.
Dunque di sicuro, se i Cittadini ci mandassero in Comune, il contratto con la Nord Ovest Parcheggi s.r.l. sarebbe passato al pettine fine fine.
 
A prescindere da quel che pensiamo del piano del traffico, dei trasporti pubblici, dei parcheggi e delle piste ciclabili: tutto da rifare, con un po’ di buon senso e con tanta attenzione a quello di cui i Cittadini hanno bisogno.
 

Parcheggio desolatamente vuoto (Foto: M.Mormile)


Novara, 11 Marzo 2016
Presentazione del libro “Contro la croce”. Il martirio dei Cristiani in Oriente. Di e con il sen. Mario Mauro.
 
Intervento di Gian Carlo Paracchini
 
Non è organica e tanto meno cristiana una comunità che difende interessi esclusivi.
Non è razionale una comunità dove la ragione morale è suddita della ragione di stato e della ragione economica.
 
Mai le sole forze economiche o i soli propositi politici – ha scritto Sturzo – hanno potuto influire sulla psicologia dei popoli senza il pungolo, la spinta e l’aiuto delle forze morali. Queste trasformano le stesse attività economiche e politiche, elevandole a un ordine superiore e dando a esse l’impronta della loro grandezza.
 
Quando e dove l’uomo ha messo la forza morale alla base delle proprie azioni, là l’uomo ha costruito in modo durevole tanto e bene. Dove non c’è stata questa forza morale, l’uomo ha prodotto solo grandiose facciate poi miseramente crollate perché generate dal potente di turno, ma prive della forza della retta ragione.
 
L’Europa ha dimenticato le acquisizioni del cristianesimo, prima fra tutte proprio la capacità generativa della forza morale e, in conseguenza, il rifiuto della visione totalizzante della società per il quale la persona, la sua realizzazione integrale deve essere al centro dell’azione politica. L’Europa ha dimenticato che una società laica – anch’essa acquisizione del cristianesimo che ha introdotto nella storia la distinzione tra religione e politica con ben maggiore precisione dell’ebraismo e soprattutto dell’islam - non è necessariamente relativistica. Al contrario, una società politica laica riconosce valori universali, propri e condivisi da tutti gli uomini ragionevoli, capaci cioè di fare buon uso della propria ragione.
 
Allora la domanda è: se noi occidentali non comprendiamo la profondità morale delle nostre tradizioni e se la sacrifichiamo a un malinteso senso della libertà, come pensiamo di opporci al suo contrario?
 
L’Europa che non è, non fa quello che deve.
 
La laicità soffocata dal laicismo è nemica del progresso umano e non ha la forza morale per opporsi consapevolmente e con ragioni alte al terrorismo che trova sempre più spazio nell’inconsistenza e nella negazione della nostra identità.
 
A suo tempo l’America ha sconfitto la Russia più che sul piano militare grazie all’american way di Faulkner, di Bellow, del rock e del jazz, dei film di Hollywood e del basket. Più efficaci dei proiettili sono state le opportunità della democrazia fondata sulla ricerca della felicità e della libertà d’impresa raccontata da scrittori, musicisti, registi, campioni sportivi. Lezione imparata, sembra, dai combattenti dell’Isis: consci di essere pochi e militarmente inferiori in uno scontro ordinario, puntano a disarmarci sul piano ideale e culturale. Disarmarci nei nostri sogni di sicurezza e di pace, forti della nostra debolezza morale, delle nostre comodità, della rinuncia a riconoscere e a difendere quel nostro dna cristiano a cui dobbiamo la nostra civiltà e le sue conquiste.
 
Non basta dire che spazzare via dalla terra un cristiano equivale a spazzare via un pezzo di libertà, quando si parla dei cristiani perseguitati. Forse è ora di parlarne in casa, di vedere senza retorica che l’Europa senza cristianesimo è solo un mercato, aperto a tutti. Una catastrofe inutile ed evitabile se incominciamo, anche noi, ad avere il coraggio di essere cristiani.
 
Gian Carlo Paracchini
 

Presentazione del libro 'Contro la croce' (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara)   Municipio di Novara (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara)

Presentazione del libro 'Contro la croce' (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara)   Municipio di Novara (Foto: Archivio Fotografico Civitas Novara)


Novara, 3 Marzo 2016
Lavoro e sviluppo con la sussidiarietà.
 
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa del Cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interessa generale, sulla base del principio di sussidiarietà. Questo dispone l’articolo 118 della Costituzione della Repubblica Italiana, ultimo comma. Forse sarebbe il caso di sostituire favoriscono con devono favorire.
La Costituzione dice anche all’articolo 3 che E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei Cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
 
La prima domanda è: questi due sacrosanti principi della nostra Costituzione interessano a quelli della solita politica?
La seconda domanda è: che ne sanno di sussidiarietà quelli della solita politica?
 
Se ne riempiono i discorsi per tutte le stagioni, ma nulla si fa davvero e sistematicamente nelle Amministrazioni Pubbliche. Se qualcosa si è fatto e si fa in termini di sussidiarietà, questo va a quasi esclusivo merito dei Cittadini volonterosi che si sono attivati e si muovono di fronte alle necessità dei singoli e della comunità.
Mentre dovrebbe essere l’Amministrazione Pubblica, in ordine alla Costituzione, a promuovere e sostenere la sussidiarietà. Vien da pensare (a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!) che l’applicazione del principio di sussidiarietà sia fastidioso, perché sposta competenze anche finanziarie e fiscali dallo Stato a Regioni ed Enti locali – sussidiarietà verticale – e da questi ai Cittadini, quindi al privato, realtà sociali e imprese – sussidiarietà orizzontale – assicurando: una maggiore efficacia alle attività di interesse generale e una maggiore efficienza nello svolgimento di tali attività. In altri termini: il privato fa meglio con minori costi. E ancora: meno pastette, meno favori, meno spesa pubblica, meno tasse.
 
Fare sussidiarietà significa fare l’interesse generale. Un concetto difficile e astratto? No, se intendiamo, come è giusto, le attività di interesse generale come attività di cura dei beni comuni, con l’obiettivo di realizzare quelle condizioni della vita sociale che permettono il compimento del pieno sviluppo della persona umana secondo la Costituzione. Ed è certo che a impedire il pieno sviluppo della persona umana c’è il degrado dei beni comuni, materiali e immateriali. Quanto più i Cittadini potranno essere attivi nel curarsi dei beni comuni (edifici, strade, monumenti, verde, siti abbandonati per esempio), tanto più questi beni potranno essere disponibili alla fruizione e tanto più sarà fatto ciò che serve a che essi siano fattori di utilità per tutti, colmando bisogni dei Cittadini e lacune/costi dell’Amministrazione Pubblica. C’è di più. C’è in tutto questo la creazione di capitale sociale che, a sua volta, è elemento formidabile di sviluppo economico.
 
Perché va da sé che l’interesse generale così inteso, cioè la sussidiarietà orizzontale, produce nuova occupazione, risorse economiche, socialità, cultura, aggregazione, sviluppo locale. Specialmente, ma non soltanto, nell’ambito di welfare, formazione, turismo, green economy. Una ricerca del 2015 dimostra che se la minima percentuale dell’1% di immobili abbandonati fossero dati ad attività di sussidiarietà, si produrrebbero 73.000 posti di lavoro, con un calo della disoccupazione di quasi il 5%.
 
Ecco perché noi di Civitas vogliamo che i principi della sussidiarietà orizzontale siano applicati in modo prioritario, che la sussidiarietà diventi una vera e propria politica dell’Amministrazione Pubblica addirittura con una delega specifica nella Giunta Comunale.
Ecco perché noi di Civitas vogliamo che l’Amministrazione Pubblica sappia innovare e intraprendere, eliminando ostacoli e burocrazia.
Noi cittadini dobbiamo pretenderlo. Dobbiamo pretendere che la spesa pubblica sia tagliata, che aumentino invece le risorse da destinare all’iniziativa privata specialmente dei giovani, che ogni spazio inutilizzato sia messo a disposizione di esistenti e nuove attività, che si smetta di inventare cattedrali nel deserto e di cementificare a destra e a manca.
 


Novara, 9 Febbraio 2016
Amministrare con serietà e concretezza.
 
L’Amministrazione Pubblica deve garantire il diritto di partecipazione dei Cittadini al governo della Città, facendo spazio allo sviluppo di politiche pubbliche dei cittadini, con una autorità “sui generis” che dovrà riconoscere e potenziare, come deve garantire l’approccio manageriale della cosa pubblica.
 
Che vuol dire:
 
• Amministratori Pubblici in campo e in ascolto sempre.
 
• Sistematicità di incontri con i Cittadini e le Associazioni che operano in rappresentanza e a favore dei Cittadini.
 
• Priorità alle proposte e agli interventi che più favoriscono il benessere dei Cittadini, senza pregiudizi verso chi ne è portatore.
 
• Sostegno alle buone iniziative spontanee dei Cittadini contro carenze di servizi. Le quali però non possono essere la regola o il risultato dell’incapacità dell’Amministrazione Pubblica o deleghe di responsabilità della stessa.
 
• Assessori responsabili dell’uso dei soldi pubblici.
 
• Chiarezza e trasparenza immediate per sapere in tempo reale quanto va a spesa e quanto va a servizio dei Cittadini nell’uso del denaro pubblico.
 
In definitiva.
 
Secondo Civitas, l’azione politica è tanto più efficace ed efficiente quanto meno arbitrio è concesso alle persone investite di potere.
 
Il problema morale della politica è un problema di etica e di limiti.
 
La coscienza pubblica generata dalla partecipazione dei Cittadini al governo della Città è forza sociale di controllo e di limitazione.
 
Pedagogia della politica?
 
Sì, di altissimo livello. Al cui studio si dovrebbe obbligare chi vuol fare politica.
 
Troppo complicato?
 
No di certo. Invece possibile, se ci si crede, se ci sono onestà intellettuale e volontà. Se la politica è servire, non servirsi.
 
Di fronte ai disegni dell’Antonelli per la cupola di San Gaudenzio, molti espressero incredulità, dubbi, perplessità, paure.
Qualcuno ci credette e lui andò avanti.
A metà strada dubbi e paure tornarono a farsi sentire.
E lui disse: “Quel che è bello, funziona”.
Perché nel bello c’è armonia ed equilibrio.
 
Noi crediamo che armonia ed equilibrio ci siano in tutte le cose giuste.
 

Municipio di Novara (Foto: M.Mormile)


Novara, 3 Febbraio 2016
La politica al servizio del cittadino.
 
Fare politica è una scelta per la quale occorre sapere e accettare che i diritti dei Cittadini sono simmetricamente doveri per chi fa politica.
 
Fare politica vuol dire sviluppare un’etica personale e sociale, regole di condotta, valori vissuti in prima persona, responsabilità.
 
Diversamente la politica diventa il luogo di pretese carriere e personalismi.
Diventa tesa e intesa alla conquista del potere, con i vincoli di casta e le pressioni delle oligarchie.
 
Mentre invece il criterio della libertà, come quello dell’etica, è la vita stessa della democrazia reale (sostanziale), che si compie e si attua quando ogni Cittadino diventa soggetto attivo, centrale e protagonista nel governo della propria città.
 
Etica, dovere, responsabilità, libertà: parole che fanno parte della buona politica.
 
Ma c’è una quinta parola per la buona politica: volontà, sì volontà.
 
Quella di fare il bene dei Cittadini tutti i giorni, quella di portare nella sfera pubblica la sfera privata, con le esperienze concrete dei singoli Cittadini, delle Famiglie, dei Lavoratori, dei Commercianti, degli Artigiani, dei Professionisti, degli Imprenditori e delle loro Associazioni. Con le istanze e i bisogni più autentici che devono avere priorità assoluta nelle decisioni dell’Amministrazione Pubblica.
 
E’ così che noi di Civitas vediamo in prospettiva. Dall’oggi, dalle basi. Senza cattedrali nel deserto, senza monumenti sulle sabbie mobili di debiti in carico ai Cittadini per un numero di anni insopportabile.
 
Questione di priorità.
 
Benissimo il restauro del Broletto.
 
Invece su altre iniziative non siamo d’accordo.
 
Noi avremmo privilegiato Casa Bossi e sul Castello saremmo intervenuti con provvedimenti e operazioni di messa in sicurezza, con le antiche rovine a cielo aperto, decoro di piante e fiori, un fossato trasformato in frutteto e orti autoctoni gestiti, per esempio, dalla Scuola di Agraria. Non avremmo approvato lo Sporting, fuori misura per un’utenza possibile e redditizia in situazioni normali; avremmo invece migliorato e implementato il complesso sportivo dell’Agogna e i servizi connessi; avremmo realizzato centri sportivi nelle periferie, adeguati alla fruizione locale. E non ci saremmo imbarcati nel parcheggio di piazza Bellini, ma avremmo realizzato parcheggi liberi esterni collegati al centro da trasporti pubblici agili e con frequenza flessibile. Che ci avrebbero risparmiati in buona misura la congestione del traffico e un bel po’ di Musa.
 
Noi avremmo operato con il dovere e il criterio della politica di servizio, con la concretezza del buon amministratore e in colloquio costante con i Cittadini, per i Cittadini.
 
Si può e si deve.
 
I Cittadini devono poter esercitare il loro diritto a partecipare al governo della loro Città, attraverso un consenso continuo e altrettanto continuo confronto, in cui convergono popolo e istituzioni alla ricerca dell’interesse generale.
Partecipare vuol dire “sentirti parte di qualcosa” di “prendere parte a qualcosa”.
Partecipare vuol dire collaborare ad un progetto di città condiviso con la cittadinanza, finalizzata alla crescita comune della comunità.
 
Come?
 
Tramite i rappresentanti da loro eletti.
Vuol dire che Sindaco, Vice Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali hanno l’obbligo etico e tecnico di relazionarsi personalmente con i Cittadini.
 
Tramite associazioni, categorie, chiese e gruppi.
Di cui i Cittadini fanno parte a qualunque titolo, con i quali gli Amministratori Pubblici devono stabilire un rapporto costante e sistematico.
 
Con un comitato spontaneo di cittadini.
A cui sia dato incarico di raccogliere e vagliare segnalazioni e richieste da sottoporre agli Assessori competenti.
 
Con segnalazioni e richieste individuali o collettive.
A cui siano date obbligatoriamente risposte motivate entro 15 giorni.
 
In periodici dibattiti pubblici.
Dove l’Amministrazione Pubblica debba dare conto di decisioni, ragioni, tempi, modi, costi, alternative e controindicazioni.
 
Con trasmissione diretta dei consigli comunali.
In apposita area del sito internet del Comune e possibilità di commenti dei Cittadini in tempo reale.
 
Con la possibilità di commentare pubblicamente.
I provvedimenti dell’Amministrazione Pubblica sul sito internet del Comune e di condividere critiche, opinioni e suggerimenti con tutti i Cittadini.
 
Con la possibilità di conoscere.
Preventivi e consuntivi dei provvedimenti dell’Amministrazione Pubblica, nel dettaglio e nell’insieme, redatti e presentati pubblicamente in format semplici e da tutti comprensibili.
 
Questo è il nostro modo di amministrare.
 

Municipio di Novara (Foto: M.Mormile)


Novara, 27 Gennaio 2016
Civitas non è al servizio dei partiti, ma dei novaresi.
 
Leggere sui giornali, per l’ennesima volta, il nome di Civitas in modo inappropriato fa’ capire quanta confusione regna nell’area del centro-destra.
Civitas non ha intenzione di prender parte a questo squallido teatrino in quanto fin da subito si è definita: “né di destra e né di sinistra” e dalla sua nascita sta dialogando con i cittadini che credono in una vera alternativa fuori dalle logiche di partito, ma solo nell’interesse della città.
Il nostro progetto nasce per offrire ai novaresi un approccio diverso della politica sia nei modi sia nelle proposte.
Abbiamo scelto fin dallo scorso Agosto (dopo un’attenta analisi e studio dei profili) il nome di Gian Carlo Paracchini come candidato sindaco per poi approfondire i contenuti che sono molti, tutti visibili e giudicabili sul nostro sito internet.
I contenuti e il programma che la lista proporrà è la sintesi degli studi e analisi effettuate in oltre due anni di lavoro.
Lavoro che con passione e dedizione ci ha accompagnato e che oggi ci fa’ capire come i partiti siano lontani dalla vita quotidiana, dai problemi che ogni giorno i novaresi devono affrontare.
Il dott. Paracchini è uno stimato professionista novarese con una grande esperienza amministrativa in grado di metter mano alla macchina comunale con serietà e concretezza. Inoltre la squadra di candidati consiglieri che Civitas ha intenzione di presentare sarà rappresentativa di tutte le realtà cittadine (associazioni, comitati, gruppi, professionisti, commercianti, operai ecc.).
Il progetto Civitas non si fermerà con le elezioni, ma proseguirà con gli scopi e gli obiettivi fissati nell’atto costitutivo.
 


Novara, 23 Gennaio 2016
I giovani secondo Civitas.
 
Lasciamo ai partiti la retorica e passiamo ai fatti:
1. la crisi economica in cui siamo piombati è strutturale. Pensare che possano ancora esserci i posti di lavoro dipendente di 10 anni fa è una fantasia della quale si bea la propaganda della solita politica quando promette sulla pelle dei Cittadini;
2. il diritto al lavoro è sancito a chiare lettere dall’articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana;
3. la disoccupazione è tra gli elementi che maggiormente incidono sulla sicurezza sociale. Chi è senza lavoro può diventare più facilmente vittima e strumento della criminalità;
4. la disoccupazione determina profondi squilibri e aumento di costi sociali, emarginazione, disperazione;
5. il salario minimo non risolve nulla ed è lesivo della dignità personale.
 
Diciamo inoltre che a noi di Civitas non piace parlare del “mercato del lavoro”: secondo noi bisogna invece parlare del “mondo del lavoro” perché il lavoro non è una merce e i fondamenti economici devono essere collegati con i diritti della persona, la giustizia, l’equità, la libertà.
 
La situazione è di quelle che meritano interventi urgenti. Non c’è più tempo, né per i singoli, né per la collettività. Troppi giovani tra i 15 e i 30 anni sono senza prospettive e a carico di famiglie in difficoltà.
A Novara i dati delle statistiche demografiche al 1° gennaio 2015 dicono che si tratta di una popolazione di oltre 15.000 persone con un tasso di disoccupazione – su parametri nazionali – del 31% circa. Vuol dire che a Novara ci sono oltre 4.000 giovani senza un lavoro con un’incidenza a due cifre dei cosiddetti Neet (Not in Education, Employement or Trading), quei giovani che non sono in grado di cercarsi un lavoro o hanno abbandonato la ricerca.
 
Per fronteggiare da subito questa situazione, noi di Civitas proponiamo:
• prevenzione e recupero degli abbandoni scolastici, con percorsi assistiti socialmente ed economicamente nelle scuole serali e il volontariato di docenti in pensione;
• sinergie operative tra amministrazione pubblica, scuole e università, associazioni di categoria e sindacati per il monitoraggio costante del territorio in termini di disponibilità/necessità/ tipologia di posti di lavoro e/o attività artigianali, commerciali, industriali;
• applicazione concreta del principio di sussidiarietà che delega al privato interventi e attività, riducendo in tal modo i costi della pubblica amministrazione e aumentando il PIL;
• favorire e promuovere le cooperative di giovani a cui delegare attività socio-economiche a favore di terzi;
• organizzare il microcredito per l’avviamento di nuove attività;
• creazione di una rete dinamica di “company” per il lavoro presso amministrazione pubblica, scuole e università, associazioni di categoria e sindacati allo scopo di orientare, formare, guidare anche attraverso seminari specifici di informazione e avviamento al lavoro;
• riqualificazione di artigianato e commercio come assi portanti, fondamenta di una Città come Novara, e “distribuzione” delle attività connesse tra centro e periferia;
• assistenza operativa a chi intende avviare un’attività per essere guidato nell’istruire le partiche necessarie senza perdere tempo o scoraggiarsi;
• sostegno e guida nel concorrere ai bandi europei e/o ad altri bandi per finanziare nuove attività;
• assistenza tecnica e operativa di tutors qualificati a chi avvia un’attività imprenditoriale per un tempo congruo a comprendere plus e minus, ad amplificare le potenzialità e correggere le difficoltà.
Tutto quanto precede pensiamo si debba affidare a un vero e proprio Assessorato Giovani che organizzi e si faccia carico di vagliare le proposte e attivare gli interventi.
 


Novara, 18 Gennaio 2016
Il governo dei cittadini secondo Civitas.
 
I Cittadini possono e devono partecipare direttamente al governo della loro Città:
• tramite i Rappresentanti da loro eletti. I quali, Sindaco, Vice Sindaco, Assessori e Consiglieri, hanno l’obbligo etico e tecnico di relazionarsi personalmente con i Cittadini, di conoscere ogni dettaglio della Città e ogni necessità dei Cittadini;
• tramite Associazioni, Categorie, Chiese e Gruppi di cui i Cittadini fanno parte, a qualunque titolo, professionale, o per scelte culturali, o per iniziative locali, con le quali gli Amministratori Comunali devono stabilire un rapporto costante e sistematico in base ai loro incarichi e alle loro competenze;
• con un Comitato spontaneo di Cittadini a cui sia data sede nei palazzi dell’Amministrazione Comunale, per raccogliere e vagliare segnalazioni e richieste dirette da sottoporre per competenza agli Assessori;
• con segnalazioni e richieste dirette, collettive o individuali, a mezzo posta elettronica o cartacea in appositi siti comunali a cui sia data obbligatoriamente risposta entro 15 giorni;
• con trasmissione diretta dei Consigli Comunali in apposita area del sito internet del Comune e possibilità di commenti dei Cittadini in tempo reale;
• con la pubblicazione nel sito internet del Comune di tutti i provvedimenti presi dall’Amministrazione Pubblica a cui sia possibile accedere facilmente e in vari modi: per data, per Assessorato, per argomento. E con la possibilità di commento da parte dei Cittadini a cui il Sindaco e/o l’Assessore di riferimento dovranno dare risposta entro 15 giorni;
• con la pubblicazione nel sito internet del Comune dei bilanci preventivi e consuntivi sia in forma integrale, sia in forma sintetica comprensibile da tutti. E con la possibilità di commento da parte dei Cittadini a cui il Sindaco e/o l’Assessore di riferimento dovranno dare risposta entro 15 giorni;
• con periodici dibattiti pubblici del Sindaco e degli Assessori per dar conto ai Cittadini delle decisioni prese, delle loro motivazioni, delle alternative possibili e del conseguente effetto sulla vita dei Cittadini e della Città.
 
Va detto, per onestà intellettuale e per amore di verità, che solo i buoni Cittadini possono efficacemente collaborare a trasformare l’Amministrazione Pubblica in democrazia attiva. E che per essere un buon Cittadino occorre un grande impegno, specialmente nel superare conflitti e obiettivi egoistici. Occorre anzitutto fare il proprio dovere, rispettando leggi e norme. Occorre avere la coscienza degli interessi della Comunità, prima dei propri interessi. I quali saranno più stabilmente soddisfatti in una Comunità che agisce per il bene comune.
Noi Cittadini possiamo davvero fare la differenza e spingere l’Amministrazione Pubblica a fare cose buone, obbligata a lasciare da parte ogni meschinità e ogni battibecco sterile tra partiti politici.
Noi Cittadini possiamo avere la Città che vogliamo.
 

 
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