Accademia: società e cultura

La sicurezza sociale prima di tutto
 
Va innanzitutto osservato che la sicurezza sociale necessita di un adeguato livello di integrazione tra i soggetti che compongono la società, intendendo per integrazione la composizione delle parti in un ordine armonico in cui l’unità prende rilievo rispetto alle componenti senza comprimerle, anzi favorendo l'effettivo godimento dei diritti di ciascuno. Tale integrazione, senza la quale non può darsi sostanziale e stabile sicurezza sociale, può attuarsi solo se vige tra i membri della società un sano senso della legalità. E’ dunque indispensabile una robusta ed efficace educazione alla legalità per ogni componente della società, fin dall’infanzia.
Educare alla legalità significa educare a fare leggi giuste, ed educare a osservarle.
Fare buone leggi è diventato più arduo, sia per la diversificazione delle culture presenti nella società, sia perché gli interessi di parte diventano sempre più invasivi e prepotenti.
Osservare leggi giuste è una questione di giustizia.
Per intendere il valore della legge, occorre ricordare che gli uomini sono per natura esseri sociali; mirano a essere non un agglomerato di individui giustapposti, ma una comunità di persone nella quale i bisogni e le aspirazioni di ciascuno, gli eguali diritti e i simmetrici doveri, si compaginano attraverso un vincolo solidale, finalizzato alla promozione della singola persona umana e del bene comune.
Ciò implica il riconoscimento di “regole di condotta”, senza le quali nessuna società può reggersi, poiché esse sovrintendono al sano sviluppo dei concreti rapporti tra gli uomini, armonizzando le libertà individuali e indirizzandole verso la giustizia.
Perché la società possa godere di autentici principi di legalità sono necessari alcuni requisiti:
- correttezza e trasparenza delle procedure che presiedono alla scelta delle norme e alla loro applicazione, cosicché siano controllabili le ragioni, le finalità e i meccanismi che le producono
- la stabilità delle leggi stesse
- l'applicazione, anche coattiva, delle stesse, evitando favoritismi e inique discriminazioni che inevitabilmente danneggiano i deboli e gli onesti a vantaggio dei “forti” e dei “furbi”
- l'efficienza delle strutture sociali che garantiscono un agevole godimento dei diritti, scongiurando la beffa di diritti solo proclamati ma non fattualmente goduti
- l'attenzione a quegli interessi giusti e meritevoli di salvaguardia legislativa che tuttavia mancano di una forte rappresentanza in grado di patrocinarne le istanze dinnanzi all'“opinione pubblica”
- una articolazione dei poteri statuali tale che sventi l'incombente insidia che un potere sconfini dal proprio ambito di competenza e prevarichi su altri; è necessario inoltre che il reciproco controllo tra poteri non sia eluso a causa delle degenerazioni dei partiti politici o dei vari gruppi di pressione.
Purtroppo oggi manca quella mobilitazione delle coscienze che, insieme a un’efficace azione istituzionale, può arginare il diffuso fenomeno dell'illegalità. Non vi sono infatti solo paura e disimpegno, ma spesso anche omertà e collusione; non sempre si subisce una concussione, ma spesso si trova comoda la corruzione per conseguire ciò che altrimenti non si potrebbe avere. Non sempre si è vittime della sopraffazione del potente o del gruppo criminale, ma spesso si cerca il favore del potente più che il rispetto della legge e della propria dignità.
Pertanto la lotta all'illegalità richiede una vigorosa mobilitazione delle coscienze contro ogni cedimento all'omertà e alla corruzione non meno che una intensificata attività di controllo e repressione dell'illegalità ad opera degli organi preposti all'ordine pubblico.
E’ evidente che perché rifiorisca il senso della legalità, è necessario un rinnovato sviluppo dell'etica personale e sociale. Il rilancio del senso della legalità implica infatti una riscoperta del legame tra norme generali e comportamenti particolari, tra valori dichiarati e loro concreta realizzazione, e l'etica personale e sociale altro non è che l'accettazione consapevole di norme universali e la conseguente selezione e messa in opera di comportamenti particolari conformi a tali norme.
Senza un adeguato rafforzamento dell'etica personale e sociale, il principio di legalità stenterà a essere compreso e a prendere piede.
Il nesso inscindibile tra etica, legalità e prosperità sociale palesa inoltre quanto una società integrata e giusta abbia bisogno di un'etica aperta alla solidarietà, sia nelle sue forme basilari (com'è l'etica solidale che si esplica nei legami familiari) sia in quelle a più ampio raggio (che richiedono attenta valutazione dei bisogni in gioco e delle risorse a disposizione). L'etica della solidarietà dovrà dunque caratterizzare in modo irrinunciabile anche i rapporti tra istituzioni, partiti politici, generazioni, territori e gruppi sociali portatori di differenti culture.
Dunque il senso della legalità non è un valore che si improvvisa. La sua affermazione e la sua crescita sono affidati alla cooperazione di tutti, e in particolare alla famiglia, alla scuola, alle associazioni giovanili, ai mezzi di comunicazione sociale, ai vari movimenti che nel Paese hanno un potere di aggregazione e un compito educativo, ai partiti e alle varie istituzioni pubbliche.

 
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